Intervista per “parlacidite.com Libri autori interviste”

20160728_120943-2016-7-11_17-1-24-978886884922-1Da http://www.parlamidite.com/Intervista.asp?Id=1635

28/07/2016

D: Andrea Di Lenardo, classe 1994, nasce a Gemona del Friuli (Ud) il 12 aprile. Musicista,
batterista, fin dall’infanzia sviluppa l’interesse per la musica – studia per anni batteria e chitarra classica – e per la storia, in particolare antica, l’egittologia, la biblistica, la storia delle religioni, la filosofia e la letteratura. Eccoci, curiosi e interessatissimi, finalmente conosciamo Andrea Di Lenardo, autore del libro Israeliti e Hyksos. Ipotesi sul II Periodo Intermedio d’Egitto e la sua cronologia. Ci vuole dire come mai è arrivato a questa pubblicazione?
R: All’età di 16 anni, se non erro, stavo leggendo qualcosa sul II Periodo Intermedio d’Egitto, la fase di circa duecento anni di transizione fra Medio e Nuovo Regno, quando nel nord del Paese, cioè nel Basso Egitto, presero il potere gli Hyksos, i protagonisti del mio saggio storico. Il greco “Hyksos” viene dall’egizio heqa ḫas(t), “capi dei Paesi montuosi e/o desertici stranieri”. Vanno sotto il nome di XV dinastia d’Egitto e governarono alla testa di genti prevalentemente di lingua semitica. Mi colpirono le molte analogie che anche così in un primo momento notai con il mito biblico dei Patriarchi, di Abramo, Isacco, Giacobbe, di Mosè e dell’Esodo, ecc., e che troverete nel volume. Conoscevo già gli ambiti. Da bambino iniziai ad avvicinarmi all’egittologia con un’enciclopedia che usciva in edicola sull’argomento, e la storia delle religioni mi catturò fin dalla prima media.
D: Quando e come nasce Israeliti e Hyksos?
R: Cominciai così a studiare la questione. A verificare sostanzialmente se tali analogie fossero una semplice coincidenza o se vi fossero altri indizi o prove dell’intuizione che avevo avuto, e cioè che il contesto storico e le figure storiche dalle quali potevano aver avuto origine le narrazioni mitologiche del Pentateuco fossero il II Periodo Intermedio d’Egitto e i faraoni Hyksos. Se sia l’una o l’altra cosa lo lascio giudicare al Lettore. Penso che il lavoro dello studioso sia principalmente quello di proporre ipotesi laddove vi siano ancora ambiti della Storia da scoprire. All’età di 17 anni scrissi già una prima bozza di manoscritto che ho continuato a modificare, correggere e ampliare. Poi sono andato a studiare Storia all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia e a quel punto ho avuto gli strumenti scientifici e storiografici per migliorare ancora il testo, lavoro che è proseguito fino a poche settimane fa, prima che venisse pubblicato. Israeliti e Hyksos è il mio primo libro.
D: Ha un profilo Social? Ci vuole dare il suo Domicilio virtuale?
R: Sì, su Facebook c’è la pagina del libro “Israeliti e Hyksos” (https://www.facebook.com/Israelitie-Hyksos-895377820519976/?ref=ts&fref=ts) e il mio profilo personale “Andrea Di Lenardo” (https://www.facebook.com/cinquecento.quindici). Il sito è andreadilenardo.myblog.it. La mail per informazioni, copie e quant’altro, invece è: andreadilenardo1994@gmail.com.
D: Sta scrivendo? Ha altri progetti letterari nel cassetto?
R: Sì, proprio in questo momento in cui rispondo alle vostre domande mi trovo a Iraklio, Creta, a lavorare alla mia nuova fatica letteraria, Filistei e Cretesi. Ipotesi sul Tardo Periodo Minoico e la sua cronologia, a studiare i luoghi in cui accaddero i fatti di cui parlerò nel mio secondo saggio. Ho voluto dare sia un titolo che un sottotitolo simili a quelli di Israeliti e Hyksos, perché, pur essendo un’opera a sé, questo secondo libro riprende da dove ci eravamo lasciati nel primo, per usare delle espressioni magari più romanzesche. Le questioni di cronologia sul come datare il II Periodo Intermedio, i fatti biblici e l’eruzione minoica che pongo in Israeliti e Hyksos qui vengono portati avanti; vengono applicate alla Storia minoica le nuove date che emergono dal primo studio, e vengono esposte le conferme al mio primo lavoro che nel frattempo sono emerse.
D: Riserviamo l’ultima parte dell’intervista a domande personali. Conosciamo meglio l’autore, ci racconti, di cosa si occupa? Si vuole raccontare e vuole raccontarci il suo mondo privato? Cosa le piace? Cosa non le piace?
R: Al di fuori dei miei studi storici universitari io mi occupo di musica. Amo la musica. Sono un musicista, batterista da quindici anni nello specifico, sebbene abbia studiato per cinque anni anche chitarra classica. In questo momento ho appena finito di registrare un disco con un nuovo progetto musicale fra neo-psychedelia, shoegaze e space-rock, nato a maggio. Cosa non mi piace? Sicuramente gli uomini-macchina che quest’epoca sta producendo. È un dramma culturale, e qui stiamo parlando di cultura, di Storia e di pensiero ed è necessario se capita anche riflettere su altre questioni e non semplicemente sulla ricerca storica, scientifica, ma è anche un dramma sotto qualsiasi punto di vista.
D: Invece nella sua vita cosa reputa fondamentale?
R: Penso la facoltà di formulare idee anziché opinioni e di emozionarsi davanti all’arte. Ed è ciò che forse manca più di ogni altra cosa in questo secolo. Tutto quanto c’è di teoretico, senza un volgare fine pratico, la cultura, l’arte, l’individualità, la libertà, la musica, il pensiero, la filosofia, la Storia, la letteratura. E sicuramente l’amore, il sentimento, l’emozione, senza cui nemmeno il resto potrebbe esserci.
D: Il libro più bello che ha letto negli ultimi 3 anni?
Non saprei. Negli ultimi tre anni ne avrò letti alcune migliaia. Dipende dal genere. Vi cito una raccolta di Alda Merini, Folle, folle, folle di amore per te, giusto per andare su tutt’altro genere, che è l’ultimo libro che ho finito di leggere un paio di giorni fa. Grandissima poetessa la Merini, vittima della psichiatria come tanti, troppi che vogliono tenersi stretto il proprio genio che loro chiamano follia.
D: C’è un motto, una frase o un aforisma che potrebbe caratterizzarla?
R: È una citazione di Schopenhauer, la riporto anche all’inizio di Israeliti e Hyksos: «Ogni verità attraversa sempre tre fasi: prima viene ridicolizzata, poi incontra una violenta opposizione, infine viene accettata come palese». È ciò che è accaduto a molte teorie innovative rivelatesi poi corrette. Non serve che ricordi il caso Galileo. Mi auguro non accada lo stesso con la mia. O forse sì: vorrebbe dire che sono sulla strada giusta. Chissà.
Intervista per “parlacidite.com Libri autori interviste”ultima modifica: 2016-08-04T14:15:01+00:00da andreadilenardo
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