Intervista per “storiaefantasydotcom1.wordpress.com Il circolo storici scrittori lettori”

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Da https://storiaefantasydotcom1.wordpress.com/2016/08/09/intervista-rilasciata-a-maria-pace-dallo-scrittore-andrea-di-lenardo/

09/08/2016

1 –  Innanzitutto ci dica qualcosa di Lei. Chi è Andrea di Lenardo?
Sono nato a Gemona del Friuli (Ud) il 12 aprile 1994, ho 22 anni. Fin dall’infanzia ho sviluppa l’interesse per la musica – suono da 15 anni la batteria, con diversi progetti, gruppi, dischi, ho studiato per 5 anni chitarra classica – e per la Storia, in particolare antica, l’egittologia, la biblistica, la Storia delle religioni, la filosofia e la letteratura. Dopo studi classici, attualmente studio Storia presso l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia.
2 –  Quella della scrittura è una passione che ha sempre avuto o che sta coltivando solo da qualche tempo?
Sempre avuta. Appena imparato a leggere ho cominciato a scrivere racconti. Fra i 9 e gli 11 anni ho scritto un romanzo. Poi dai 14 ho cominciato a scrivere altri tipi di testi, elaborati, articoli di tema letterario o filosofico o articoli di tema culturale, di attualità o musica ed eventi musicali sulla stampa.
3 –  Come nasce l’idea di un libro?
Vi posso parlare della genesi di Israeliti e Hyksos. Ipotesi sul II Periodo Intermedio d’Egitto e la sua cronologia, il mio saggio storico appena pubblicato, in luglio. All’età di 16 anni, se non erro, stavo leggendo qualcosa sul II Periodo Intermedio d’Egitto, la fase di circa duecento anni di transizione fra Medio e Nuovo Regno, quando nel nord del Paese, cioè nel Basso Egitto, presero il potere gli Hyksos, i protagonisti del mio saggio storico. Il greco “Hyksos” viene dall’egizio heqa ḫas(t), “capi dei Paesi montuosi e/o desertici stranieri”. Vanno sotto il nome di XV dinastia d’Egitto e governarono alla testa di genti prevalentemente di lingua semitica. Mi colpirono le molte analogie che anche così in un primo momento notai con il mito biblico dei Patriarchi, di Abramo, Isacco, Giacobbe, di Mosè e dell’Esodo, ecc., e che troverete nel volume. Conoscevo già gli ambiti. Da bambino iniziai ad avvicinarmi all’egittologia con un’enciclopedia che usciva in edicola sull’argomento, e la storia delle religioni mi catturò fin dalla prima media. Cominciai così a studiare la questione. A verificare sostanzialmente se tali analogie fossero una semplice coincidenza o se vi fossero altri indizi o prove dell’intuizione che avevo avuto, e cioè che il contesto storico e le figure storiche dalle quali potevano aver avuto origine le narrazioni mitologiche del Pentateuco fossero il II Periodo Intermedio d’Egitto e i faraoni Hyksos. All’età di 17 anni scrissi già una prima bozza di manoscritto che ho continuato a modificare, correggere e ampliare. Poi sono andato a studiare Storia all’Università “Ca’ Foscari” di Venezia e a quel punto ho avuto gli strumenti scientifici e storiografici per migliorare ancora il testo, lavoro che è proseguito fino a poche settimane fa, prima che venisse pubblicato. Israeliti e Hyksos. Ipotesi sul II Periodo Intermedio d’Egitto è il mio primo libro.
3  –  Ci parli del suo libro.
 In Israeliti e Hyksos, sostengo che le ultime quattro datazioni (due al carbonio 14 e due dendrocronologiche) dell’eruzione minoica portino a datare l’evento al 1628 a.C. anziché al 1550-1500 a.C. come si credeva prima. E fin qui è pacifico. Il fatto però è che la cronologia minoica è influenzata e influenza quella egiziana. Cambiando questo dato slitta tutto. Infatti nel 1997 l’archeologo ed egittologo Manfred Bietak durante gli scavi a Tell el-Dab’a, nel Delta nilotico, constatò le evidenze stratigrafiche di una posteriorità dell’eruzione minoica rispetto all’inizio del regno del faraone Ahmose, datato convenzionalmente al 1570-1550 a.C.. Ma all’epoca (1997) non si era ancora datata l’esplosione di Santorini al 1628 a.C. con le prove della dendrocronologia e si pensava che fosse stata nel 1550-1500, quindi le stratigrafia di Tell el-Dab’a non sembravano creare problemi. Oggi confrontando questi dati io propongo come unica soluzione al problema cronologico di metà II millennio a.C. una retrodatazione della XVIII dinastia di Ahmose e del II Periodo Intermedio e colloco l’eruzione minoica alla fine del regno di Ahmose. Questi fu il faraone che scacciò gli Hyksos, re di tribù di lingua semitica, dal nord Egitto, su cui dominarono per duecento anni. Io identifico gli Israeliti con queste tribù semitiche e colloco temporalmente l’Esodo di Mosè in contemporanea all’eruzione minoica, che spiegherebbe il mare che si ritira e poi si abbatte sugli Egizi (tzunami minoico) e le piaghe d’Egitto (tutte spiegabili come conseguenze del cataclisma), trovando numerosissime corrispondenze fra Hyksos e Patriarchi ebrei e confutando la datazione dell’Esodo in un contesto convenzionale che è quello del XIII sec. a.C.. Ivi retrodato la fine del II Periodo Intermedio d’Egitto/inizio del Nuovo Regno/cacciata degli Hyksos dall’Egitto e l’Esodo ebraico/eruzione minoica. Mosè condusse l’Esodo e scrisse le tavole dei Dieci Comandamenti 400 anni prima, il passaggio attraverso il Mare di Giunchi del popolo ebraico uscito dall’Egitto della Bibbia avvenne grazie allo tzunami generato dall’eruzione del vulcano Santorini che ritirò le acqua, così gli Ebrei passarono e poi l’ondata di tzunami si abbatté fra Palestina ed Egitto sull’esercito del faraone che inseguiva gli Ebrei. Questi due sono fatti che conoscono tutti ma che non hanno mai accostato. Abramo, Isacco, Giacobbe, Giuseppe e Mosè furono faraoni ebrei d’Egitto. Un errore di traduzione trasformò gli Ebrei da re a schiavi in Egitto.
4  –  I suoi scritti hanno riscosso vari successi. Vuol parlarci dei Premi e dei Riconoscimenti attribuiti a Lei attribuiti?
Dall’età di 14 anni mi sono aggiudicato premi e riconoscimenti a concorsi letterari e filosofici, come i “Colloqui Fiorentini”, concorso letterario intercontinentale, con la tesi È tutta questione di metodo in studi danteschi nel 2009, o un certamen filosofico con un elaborato sul nichilismo nel 2013.
5  –  A quale genere letterario appartengono i suoi libri?
 Israeliti e Hyksos, così Filistei e Cretesi, il mio prossimo libro, e un altro libro a cui sto collaborando sono saggi storici sulla Storia del II millennio a.C..
6  –  Quali sono i generi letterari che Lei preferisce?
 Probabilmente il saggio, storico, storico delle religioni o filosofico. Ma anche la tragedia greca (in particolare Sofocle), la narrativa, in particolare il racconto distopico (Orwell, Huxley, Farenheit 451…), dell’orrore (nello stile di Edgar Allan Poe…), la novella di Pirandello, la poesia di Leopardi, Pasolini, Alda Merini, dei poeti maledetti, e molto altro.
7  –  Quali sono, secondo Lei, gli ingredienti necessari per un buon libro?
Lasciare che sia il letto a giudicare se le proprie tesi sono corrette oppure no. Penso che il lavoro dello studioso sia principalmente quello di proporre ipotesi laddove vi siano ancora ambiti della Storia da scoprire. Penso che in un buon libro, in generale, al di là del caso specifico del saggio storico, ci debbano essere idee anziché opinioni e possa trasmettere la capacità di emozionarsi davanti all’arte. Ed è ciò che forse manca più di ogni altra cosa in questo secolo. In un buon libro ci deve essere quanto c’è di teoretico, senza un volgare fine pratico, la cultura, l’arte, l’individualità, la libertà, la musica, il pensiero, la filosofia, la Storia, la letteratura. E sicuramente l’amore, il sentimento, l’emozione, senza cui nemmeno il resto potrebbe esserci.
8  –   Vuole gentilmente offrirci un brano del suo libro?
 «Avevo cominciato quasi per gioco, ma ben presto la Bibbia divenne per me una piacevole ossessione. Per anni non riuscii a pensare ad altro»1. Queste le parole che scrive l’esploratore dott. Flavio Barbiero, collaboratore dell’archeologo dott. Emmanuel Anati, nella Premessa alla sua opera, La Bibbia senza segreti2, parole che rendono l’idea del fascino laico esercitato da un fenomeno antropologico che ha plasmato la Storia dell’uomo, vale a dire la spiritualità e, in un secondo momento, la religiosità. L’Autore desidera qui precisare come per spiritualità intenda in questa sede il tentativo umano di fornire una risposta agli eterni interrogativi dell’animale razionale aristotelico3, gli stessi quesiti che animeranno poi i filosofi, sin dal tempo di Talete di Mileto (640-550 a.C. ca.)4. Religiosità è invece quel fenomeno per cui la spiritualità viene codificata, con (dunque teologicamente, quindi in modo deduttivo, al contrario del metodo induttivo della filosofia) o senza argomentazioni razionali, e resa sotto forma di culto, o religione, appunto – differenza questa tanto sostanziale circa la storia delle religioni, quanto ignorata generalmente dai vocabolari5. Ci si rende conto di come sia un uso convenzionale e non universalmente accettato di questi termini, impiegati qui al solo scopo di precisare alcune distinzioni senza addentrarsi in modo approfondito nella questione. A quattro anni, l’Autore cominciò a dedicarsi all’Egittologia, grazie ai fascicoli periodici che componevano un’enciclopedia DeAgostini6 che settimanalmente il nonno materno gli regalava; sin da piccolo l’Autore si immerse nel mondo del mythos (μύθος) e del folklore, a cui si sommò all’età di 12 anni un fervente interesse per la genealogia, la cristologia storico-critica e la biblistica, oltre che per le mitologie mesopotamiche ed egizie (in particolare). Insomma, sin dai primi (e quanto vicini!) anni di vita, l’Autore si sentiva accomunato a quegli uomini che, non solo millenni fa, cercavano di dare un nome e un volto al fuoco, alle tempeste, ai fenomeni naturali e misteriosi, quasi a poterli dominare… L’Autore si sentiva accomunato a costoro proprio per la natura, physis (φύσις), razionale dell’Homo Sapiens Sapiens, intento sin da remote epoche a pensare, sebbene non ancora a filosofare. Ed è proprio quanto sinora esposto che porta adesso l’Autore a cercare umilmente di dare la forma di breve trattazione all’abbozzo di ipotesi che ha formulato circa le popolazioni semitiche degli Ebrei e delle genti che l’Egittologia moderna chiama “Hyksos”. Ricordo come un’ipotesi divenga possibilità dal momento in cui vengono apportati in suo favore elementi, siano essi pure insufficienti – caso che, si augura l’Autore, non interesserà la presente tesi – a dimostrarne la probabilità. L’Autore, attualmente studente di Storia presso l’Università “Ca’ Foscari” di Venezia, desidera infine scusarsi con il Lettore, sperando di non tediarLo eccessivamente con queste sue note introduttive, per gli eventuali errori, imprecisioni e semplificazioni che potrebbero emergere dalla lettura di questo testo – errori involontari, sicuramente causati dal dilettantismo critico feyerabendiano7 con cui si accingeva, già molto prima di iniziare gli studi attuali, a trattare discipline tanto complesse quanto affascinanti. (Note 4 F. BARBIERO, La Bibbia senza segreti, Profondo Rosso, Roma 2010, p. 10. 5 Ibid. 6 E. BERTI, F. VOLPI, Storia della filosofia. Dall’Antichità a oggi, vol. I, Editori Laterza, Bologna 2007, p. 111. 7 Ibid., p. 11; C. SINI, I filosofi e le opere, vol. I, L’età antica e il medioevo, Principato, Milano 2010, pp. 4 ss.; G. CAVAZZINI, Viaggio nell’antica Grecia. Alle radici della cultura moderna, Agenzia Libraria Editrice, Trieste 2005, pp. 3, 84, 91, 166, 167, 190. 8 N. ZINGARELLI, Vocabolario della lingua italiana, Zanichelli, 2008, alle voci “religiosità” e “spiritualità”. 9 AA.VV., Egittomania, DeAgostini. 10 P.K. FEYERABEND, Contro il metodo. Abbozzo di una teoria anarchica della conoscenza, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Milano 2009 (1975)).
9  –   Quali progetti ha per il futuro?
Proprio in questo momento in cui rispondo alle vostre domande sono appena tornato da Iraklio, Creta, dove mi trovavo per lavorare alla mia nuova fatica letteraria, Filistei e Cretesi. Ipotesi sul Tardo Periodo Minoico e la sua cronologia, a studiare i luoghi in cui accaddero i fatti di cui parlerò nel mio secondo saggio. Ho voluto dare sia un titolo che un sottotitolo simili a quelli di Israeliti e Hyksos, perché, pur essendo un’opera a sé, questo secondo libro riprende da dove ci eravamo lasciati nel primo, per usare delle espressioni magari più romanzesche. Le questioni di cronologia sul come datare il II Periodo Intermedio, i fatti biblici e l’eruzione minoica che pongo in Israeliti e Hyksos qui vengono portati avanti; vengono applicate alla Storia minoica le nuove date che emergono dal primo studio, e vengono esposte le conferme al mio primo lavoro che nel frattempo sono emerse. Inoltre sto collaborando con un altro saggista per un saggio sempre sul tema degli Hyksos e dell’Esodo che dovrebbe essere pubblicato a settembre. Sicuramente continuerò gli studi sul II millennio a.C. nel Vicino Oriente, in Mesopotamia, fino all’Egitto, Creta, ma anche Anatolia e Grecia, che sono aree di forte interesse per me. Poi si vedrà.
Intervista per “storiaefantasydotcom1.wordpress.com Il circolo storici scrittori lettori”ultima modifica: 2016-08-09T11:22:09+00:00da andreadilenardo
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